Sandro Botticelli è ampiamente rappresentato nella Galleria degli Uffizi ma nei depositi del Museo si trovano anche altre sue opere, unite alle esigue testimonianze dei suoi collaboratori.
I due dipinti qui presentati non sono inseriti nel percorso attuale della Galleria e dunque non sono visibili al pubblico.
Considerati di minore importanza rispetto ai sommi capolavori del corpus di Botticelli, sono tuttavia ricchi di spunti interessanti.

La Madonna della Loggia appare un'opera di medio livello in ragione dei traumi subiti dalla sua superficie pittorica; tuttavia, la composizione ben risolta, di atmosfera affettuosa e domestica, mostra un giovane Botticelli memore della formazione presso Filippo Lippi e Andrea del Verrocchio ma nello stesso tempo in cerca di una propria sigla espressiva, improntata alla dolcezza un po' melanconica che sarà propria dei suoi dipinti maturi e famosi.

L'Adorazione dei Magi, incompiuta, mostra un'intrigante compresenza di disegno a vista di strato pittorico solo parzialmente condotto.
Il quadro, collocato, per analogia, con altre opere realizzate in prossimità del cambio di secolo - turbato dal ricordo del rogo del Savonarola (1498) e dalle aspettative millenaristiche del 1500 - sembra dialogare con un capolavoro ancor più incompiuto: l'Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci per San Donato a Scopeto, lasciata allo stato di grande disegno chiaroscurato dal maestro quando partì per Milano nel 1482. Da questa composizione, Botticelli potrebbe aver ripreso l'affollamento, le manifestazioni di vivo stupore, gli accenni a conflitti tra cavalieri e perfino tra i loro cavalli.